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La Mappa storica di Bellinzago

Ritrovata in una cantina di Bellinzago Novarese e donata al comune dai proprietari , ormai mangiata in parte dai topi, la Mappa Storica degli Stati Sabaudi riesce ancora a darci un’idea chiara di quanti fossero i castelli novaresi un tempo. Risale al XVII secolo ed è stata restaurata grazie al progetto Interreg ItaliaSvizzera 2007 – 2013 “Parco Culturale Ludovico il Moro”. La potrete ammirare presso il municipio di Bellinzago Novarese.

Si tratta di una Incisione originale eseguita all’acquaforte su 25 lastre di rame, con interventi coevi ad acquerello lungo i confini degli Stati Sabaudi. Entro la cornice incisa, all’angolo inferiore sinistro, grande cartiglio retto da un’aquila con dati tipografici; all’angolo superiore destro, rosa dei venti. La grandiosa carta geografica comprende la parte nord occidentale della Penisola italiana, oltre a porzioni dell’attuale Francia e dell’attuale Svizzera (compreso il lago di Ginevra). La splendida rappresentazione degli Stati Sabaudi, al di qua e al di là delle Alpi , è il risultato di un lavoro di elaborazione durato un secolo: già negli anni Settanta del Seicento il duca Carlo Emanuele II di Savoia ordinava al topografo di corte Tommaso Borgonio l’esecuzione di ricognizioni e rilevamenti grafici dei propri domini. Le fatiche del Borgonio giunsero a compimento nel 1680 con l’uscita dell’imponente Carta generale de’ Stati di Sua Altezza Reale, incisa all’acquaforte da Giovanni Maria Belgrano. Dopo questa data gli Stati Sabaudi si ampliarono notevolmente e ridefinirono i loro limiti territoriali: in particolare, i confini lungo la catena delle Alpi ebbero un riassetto con il trattato di Torino del 24 marzo 1760, stipulato fra il Re di Sardegna e il Re di Francia. Nella sua Carta corografica del 1772, Giacomo Stagnon riportò tutte queste modificazioni territoriali, integrando le parti da lui incise ex novo con alcune sezioni della carta seicentesca del Borgonio: anche tali sezioni preesistenti, tuttavia, vennero “reinterpretate” con numerose correzioni e aggiunte. Dai Regi Archivi torinesi uscirono, entro la fine del Settecento, più tirature della pregiatissima opera cartografica: 184 esemplari furono destinati, fin dal 1772, dallo stesso re Carlo Emanuele III ad altrettanti funzionari, studiosi e ingegneri del Regno di Sardegna. L’utilità della mappa rimase inalterata per decenni, e se ne servirono sia civili che militari: basti ricordare che lo stesso Napoleone, nel 1796, chiese  la consultazione della carta “De Borgonio”  per studiare le proprie campagne belliche.

(La Carta di Bellinzago, presentazione fatta da Luciano Brusati, Bellinzago, 2010)

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